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Opportunità e minacce della digitalizzazione in Medicina

La diffusione del mondo digitale e la maggiore accessibilità ai Device che consentono di navigare in internet, ha cambiato profondamente il volto della comunicazione in ambito medico. La barra di ricerca del nostro browser, che sia google o bing, ha profondamente mutato il rapporto del paziente verso una sospetta malattia, verso la sua diagnosi e in ultimo addirittura verso la sua terapia.


I numeri in merito risultano essere sconvolgenti.

La Salute occupa il terzo posto tra gli argomenti più cercati in rete e 1 italiano su 3 utilizza internet per cercare informazioni in ambito medico o su specifiche patologie. (Dati provenienti dall’Associazione Italiana Sviluppo Marketing (AISM) relativi all’anno 2017). Il 90% ne usufruisce per cercare informazioni su specifiche patologie, il 58% per trovare medici e strutture ospedaliere e il 15% per prenotare esami diagnostici o visite mediche. Ma non finisce qui. Il 64% cerca informazioni sul proprio benessere fisico e mentale su internet e la maggior parte delle ricerche vengono effettuate da dispositivi mobili (smartphone e tablet).


Sono questi numeri esorbitanti che ci portano inevitabilmente a una riflessione generale sulle reali opportunità e minacce del web in sanità. Indubbiamente, grazie alla digitalizzazione della cultura, il paziente ha un maggiore accesso alle conoscenze sulle proprie patologie e su quelle dei membri della sua famiglia. Riesce inoltre anche a entrare in contatto con altri pazienti che stanno magari vivendo il suo stesso disagio, riuscendo così a condividere i suoi dubbi, le sue incertezze e le sue paure. Può inoltre iscriversi a piattaforme o scaricare app che consentano di tracciare progressi, impostare promemoria e segnalare effetti collaterali in modo da migliorare l'aderenza alla terapia.


Ma c'è anche un rovescio della medaglia! Di contro infatti, il paziente immerso nel mondo digitale, può trovarsi sommerso da un quantitativo di informazioni difficili da analizzare, rischiando così di cadere nel baratro dell’apprensione di essere certo di avere qualunque tipo di patologia mortale. Si rischia quindi di enfatizzare le proprie certezze derivanti da ricerche su google a discapito del lavoro del medico, inquadrato come professionista della salute ed esperto del settore, sminuendo così le diagnosi che essi ci fanno.


A cura di: Francesca Rosa Russo

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