Archivio 2011

Il successo delle proposte del Sanitario per la vaccinazione contro il rotavirus è legato alla sua preparazione, alla convinzione dell’utilità di tale intervento di profilassi, ma in larga misura è in ragione della capacità di sviluppare un rapporto empatico e di fiducia, al cui interno i consigli sono “autorevoli, credibili” e quindi accettati. L’invito a realizzare il vaccino si inserisce in un’epoca particolarmente delicata della relazione genitori figlio e della vita familiare nel suo insieme. Il Sanitario deve quindi avere consapevolezza delle specifiche criticità di contesto e delle strategie comunicative ad esso più idonee. D’altronde ogni persona e ogni situazione è diversa dalle altre e non di rado il medico stesso è tutt’altro che sereno, sovraccarico per la pressione che deve gestire (le tante visite, le richieste a volte inappropriate, le molteplici problematiche, il poco tempo ecc...). Sviluppare cultura in campo vaccinale è quindi non solo avere attenzione alle conoscenze sul tema,ma anche dare risposta a specifiche e relativamente nuove domande: come essere efficaci nella comunicazione? Come gestire le criticità? Come superare le resistenze? Come attivare reali processi di crescita della cultura della prevenzione (empowerment personale e sociale del bambino e della famiglia)?. Lo sviluppo della psicologia e della scienza della comunicazione ci dicono che si può apprendere come attivare le più efficaci risorse di comunicazione anche in ambito vaccinale. È stato infatti ampiamente dimostrato che una specifica formazione è in grado di potenziare abilità empatiche innate o farle emergere in chi sembra meno provvisto, in un percorso orientato adarricchire delle essenziali competenze di counselling. Concretamente si tratta di focalizzare l’attenzione sui principali fattori che compongono la relazione con il bambino e la famiglia, portando il medico e l’infermiere a divenire oltre che esperti di vaccinazioni, professionisti competenti di comunicazione e “relazione d’aiuto”.La formazione al counselling accresce la capacità di “vedere” e quindi “accogliere” le difficoltà della famiglia, di lavorare con serenità accettando diversità d’opinioni senza rinunciare alla prospettiva di raggiungere alleanza terapeutica (abilità di ascolto-empatia), di attivare positivi “processi d’influenza”rispettando ciascuna famiglia, essendo fermi senza essere rigidi, comprensivi senza essere deboli (abilità assertive).

 

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